Anche per deformazione professionale, a causa di lavori in archivio, mi sono incantato davanti a queste cartoline vintage; la prima di esse, risalente agli inizi del secolo scorso (1908 circa), ispirò la copertina di uno dei più famosi album indie-rock della storia, In the Aeroplane Over the Sea dei Neutral Milk Hotel, un disco che peraltro amo molto per la poesia dei testi (molti dei quali ispirati al Diario di Anna Frank) e le suggestioni che suscita il sound: l'artwork è quanto mai azzeccato.
lunedì 20 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
Garbage - Push It
"Push it", primo singolo tratto da Version 2.0 (1998), fu accompagnato da un futuristico video, che gli garantì vari riconoscimenti. Eccolo, tratto da Youtube, accompagnato dalla mia traduzione del testo.
Spingi
Ero arrabbiata quando ti ho conosciuto
Penso di esserlo ancora
Possiamo giungere a un accordo
Se dici che mi verrai incontro
Non preoccuparti tesoro
Non c'è bisogno di combattere
Non preoccuparti tesoro
Staremo bene
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Mi dispiace averti fatto male
Per favore, non chiedermi perché
Io voglio vederti felice
Io voglio vederti splendere
Non preoccuparti tesoro
Non essere teso
Non preoccuparti tesoro
Staremo svegli tutta la notte
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Non preoccuparti tesoro
Non essere teso
Non preoccuparti baby
Staremo in piedi tutta la notte
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Non preoccuparti tesoro
Staremo bene
Non preoccuparti tesoro
Staremo bene
Spingi, spingi, spingi, spingi, spingi
Spingi
Ero arrabbiata quando ti ho conosciuto
Penso di esserlo ancora
Possiamo giungere a un accordo
Se dici che mi verrai incontro
Non preoccuparti tesoro
Non c'è bisogno di combattere
Non preoccuparti tesoro
Staremo bene
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Mi dispiace averti fatto male
Per favore, non chiedermi perché
Io voglio vederti felice
Io voglio vederti splendere
Non preoccuparti tesoro
Non essere teso
Non preoccuparti tesoro
Staremo svegli tutta la notte
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Non preoccuparti tesoro
Non essere teso
Non preoccuparti baby
Staremo in piedi tutta la notte
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Questo è il frastuono che mi tiene sveglia
La mia testa esplode e il mio corpo fa male
Spingi, fai andare più forte i battiti
Spingi, fai andare più forte i battiti
Non preoccuparti tesoro
Staremo bene
Non preoccuparti tesoro
Staremo bene
Spingi, spingi, spingi, spingi, spingi
sabato 18 febbraio 2012
Garbage - As Heaven Is Wide
Come l'immensità del paradiso
Niente di ciò che dici ti libererà
Nulla di ciò che preghi ti potrebbe perdonare
Nulla è quello che le tue parole significano per me
Qualcosa che hai fatto mi distruggerà
Qualcosa che hai detto sarà con me
anche molto dopo che sarai morto e sepolto
Se la carne potesse strisciare
La mia pelle cadrebbe dalle mie ossa
e scapperebbe via da qui
distante da Dio
tanto quanto l'immensità del paradiso
distante da Dio
tanto quanto gli angeli possono volare
Se santo diventa chi cose sante fa
Questa casa brucierà all'interno
Prendine coscienza mentre crolla
Nessuna cosa detta cambia le cose
La mia fiducia era cieca, tu hai rotto gli accordi
Se Dio mi è testimone, Dio deve essere cieco
Se la carne potesse strisciare
La mia pelle cadrebbe dalle mie ossa
e scapperebbe via da qui
distante da Dio
tanto quanto l'immensità del paradiso
distante da Dio
tanto quanto gli angeli possono volare
Voglio, voglio, voglio, voglio
Portalo indietro, ti sfido a portarlo indietro
Non puoi? Avresti dovuto pensarci
Cosa c'è dentro un uomo di così sbagliato
Soffoca nel senso di colpa che è troppo mite per te
Dì una parole, riderò e ti seppellirò
E ti lascerò nel posto dove mi ha lasciato tu
Se la carne potesse strisciare
La mia pelle cadrebbe dalle mie ossa
e scapperebbe via da qui
distante da Dio
tanto quanto l'immensità del paradiso
distante da Dio
tanto quanto gli angeli possono volare
Voglio poter volare
come possono volare gli angeli
Voglio, voglio
Il campionato 1929-30: conferme e sorprese
Il campionato 1929-30 fu il primo ad essere disputato a girone unico. Lo vinse l'Ambrosiana, forte del boom del giovane Meazza.
A destare sorpresa, fu senz'altro la tenacia del Genoa (allora Genova) di Renzo De Vecchi. La squadra certo non nascondeva le proprie ambizioni, visto l'acquisto del potente goleador Elvio Banchero (da affiancare al mitico Levratto), ma il momento di appannamento che il club viveva dai tempi dell'ultimo scudetto (1924) lasciava qualche dubbio sulla tenuta dello squadrone rossoblù. Che invece lottò per lo scudetto fino alla fine e, a conti fatti, decisivi ai fini dell'assegnazione dello scudetto furono solamente gli scontri diretti con l'Ambrosiana, che inflisse al Genova l'unica sconfitta interna del suo campionato (1-4) e che riuscì a frenare l'avanzata dei grifoni quando alla terzultima, nell'ultima gara disputata al Campo Fossati, strapparono un prezioso pareggio approfittando della bolgia creata dal crollo di una tribuna e di un rigore sbagliato dai rossoblù.
Meritano un accenno altre due squadre: l'Alessandria, realtà di quell'epoca che riuscì ancora a dire la sua nonostante la continua perdita di elementi di spessore, e soprattutto il Napoli. Prestigioso fu il quinto posto ottenuto dagli azzurri: gli insegnamenti dell'esperto Garbutt e i gol di Vojak destarono una squadra che solo due anni rischiava il declassamento in Seconda Divisione e che all'inizio della stagione aveva rischiato seriamente l'esclusione dalla prima edizione della Serie A.
A destare sorpresa, fu senz'altro la tenacia del Genoa (allora Genova) di Renzo De Vecchi. La squadra certo non nascondeva le proprie ambizioni, visto l'acquisto del potente goleador Elvio Banchero (da affiancare al mitico Levratto), ma il momento di appannamento che il club viveva dai tempi dell'ultimo scudetto (1924) lasciava qualche dubbio sulla tenuta dello squadrone rossoblù. Che invece lottò per lo scudetto fino alla fine e, a conti fatti, decisivi ai fini dell'assegnazione dello scudetto furono solamente gli scontri diretti con l'Ambrosiana, che inflisse al Genova l'unica sconfitta interna del suo campionato (1-4) e che riuscì a frenare l'avanzata dei grifoni quando alla terzultima, nell'ultima gara disputata al Campo Fossati, strapparono un prezioso pareggio approfittando della bolgia creata dal crollo di una tribuna e di un rigore sbagliato dai rossoblù.
Meritano un accenno altre due squadre: l'Alessandria, realtà di quell'epoca che riuscì ancora a dire la sua nonostante la continua perdita di elementi di spessore, e soprattutto il Napoli. Prestigioso fu il quinto posto ottenuto dagli azzurri: gli insegnamenti dell'esperto Garbutt e i gol di Vojak destarono una squadra che solo due anni rischiava il declassamento in Seconda Divisione e che all'inizio della stagione aveva rischiato seriamente l'esclusione dalla prima edizione della Serie A.
Il centenario dell'U.S. Alessandria
Segnalo questo articolo e quello di Luca Borioni a pagina 23 della Gazzetta dello Sport di oggi, 18 febbraio, dal titolo "L'Alessandria contro il Rimini per il centenario" (non lunghissimo, ma un buon riassunto, con tanto di foto di Fabio Artico). A seguire attentamente le celebrazioni ci pensano poi il sito ufficiale e organi di informazione locali (Tuononews, Radiogold). Un po' deludente La Stampa di Torino, che nell'edizione nazionale non dedica ai grigi neppure un trafiletto...
Auguri grigi!
Auguri grigi!
venerdì 17 febbraio 2012
Una splendida canzone dei Garbage, tratta dall'album Version 2.0 del 1998. Ecco un video tratto da Youtube e la traduzione del testo.
Sembri così carino
Sembri così carino
Voglio spezzarti il cuore
e darti il mio
Mi stai assorbendo
È così folle
Mi hai legata e incatenata
Sento il tuo nome
E inciampo
Non sono come tutte le altre ragazze
Non la prenderò come le altre ragazze
Non lo condividerò come le altre ragazze
Che conosci bene
Sembri così carino
Sono stata travolta
Ho gridato
Sono stata straziata solo
per scoprire che sono consumata
e sanguino per te
Mi sento immensa
Voglio portarti a casa
Sprecheremo un po' di tempo
Per me sei unico
Sembri così bello
Sono come il deserto stanotte
Lasciati lei alle spalle
Se vuoi mostrarmi
Che sono come tutte le altre ragazze
Non la prenderò come le altre ragazze
Non fingerò come le altre ragazze
Che conosci bene
Mi stai assorbendo
Affoga in me ancora una volta
Nasconditi dentro di me stanotte
Fai ciò che vuoi fare
Fingiamo che ci sia un lieto fine
Lasciami conoscere
lascia che si mostri
finendo con il lasciarsi andare
finendo con il lasciarsi andare
finendo con il lasciarsi andare
Fingiamo che ci sia un lieto fine
Fingiamo che ci sia un lieto fine
Sembri così carino
Sembri così carino
Voglio spezzarti il cuore
e darti il mio
Mi stai assorbendo
È così folle
Mi hai legata e incatenata
Sento il tuo nome
E inciampo
Non sono come tutte le altre ragazze
Non la prenderò come le altre ragazze
Non lo condividerò come le altre ragazze
Che conosci bene
Sembri così carino
Sono stata travolta
Ho gridato
Sono stata straziata solo
per scoprire che sono consumata
e sanguino per te
Mi sento immensa
Voglio portarti a casa
Sprecheremo un po' di tempo
Per me sei unico
Sembri così bello
Sono come il deserto stanotte
Lasciati lei alle spalle
Se vuoi mostrarmi
Che sono come tutte le altre ragazze
Non la prenderò come le altre ragazze
Non fingerò come le altre ragazze
Che conosci bene
Mi stai assorbendo
Affoga in me ancora una volta
Nasconditi dentro di me stanotte
Fai ciò che vuoi fare
Fingiamo che ci sia un lieto fine
Lasciami conoscere
lascia che si mostri
finendo con il lasciarsi andare
finendo con il lasciarsi andare
finendo con il lasciarsi andare
Fingiamo che ci sia un lieto fine
Fingiamo che ci sia un lieto fine
Patti Smith a Sanremo
La bravissima Patti Smith a Sanremo, coi Marlene Kuntz. Ha una voce molto profonda, dolente eppure passionale: davvero emozionante.
Iscriviti a:
Post (Atom)